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venerdì, novembre 20, 2009
La gang del bosco (regia di Tim Johnson e Karey Kirkpatrick _ 2006 _ 83' _ Animazione)
Film d'animazione che raramente strappa più di una risata: gag e storia non sono nulla di eccezionale.
Ottima l'animazione ed i dettagli dei personaggi, ovviamente la computer graphics sta compiendo passi da giganti da questo punto di vista, ma oltre alla notevole fattura tecnica vedo ben poco altro, anche se, nonostante tutto, si vede che c'è stato dell'impegno. A partire dalla fine: i titoli di coda sono forse tra i migliori nel loro genere, simpatici e "a tema".
Le note positive della pellicola sono comunque troppo poche per poter valutare positivamente il film che potrà piacere ai più piccoli per la varietà dell'allegra combricola ed anche il pubblico meno esigente, che raramente va al cinema a guardare più di un film d'animazione all'anno, ma i più esigenti si ritroveranno un po' a bocca asciutta.
Ignorabile.
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venerdì, novembre 13, 2009
>_> "Storie di donne straordinarie" Paolo Villaggio
Sono rimasta delusa da questo libro. L'avevo acquistato per svagarmi un po' in treno, purtroppo, tranne poche volte, non mi ha fatto ridere per niente. Si dovrebbe ridere di uomini deficienti e donne che per salvare l'apparenza inventano balle.
Purtroppo, se il trucchetto funziona per uno o due racconti, già dal terzo le storie, del tutto inventate, diventano prevedibili. Forse era meglio un solo racconto a questo punto.
Ne sconsiglio l'acquisto, la lettura, e non regalatelo nemmeno!
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giovedì, novembre 12, 2009
L'ospite inatteso (regia di Thomas McCarthy _ 2007 _ 103' _ Drammatico)
E' la storia di un incontro. I protagonisti provengono da stati, culture e percorsi umani diversi, eppure hanno la capacità di aprirsi e diconfrontarsi, di diventare amici e di cercare di aiutarsi. Walter, interpretato da Richard Jenkins, è un insegnante che vive il suo lavoro come vuota routine (il programma è lo stesso tutti gli anni, le relazioni le fà scrivere da colleghi e si limita a siglarle, tratta gli allievi distaccatamente), nel privato è rimasto solo, rimane il pianoforte a ricordargli della moglie, ma è un vivere nel passato. Svogliatamente è costretto a fare un viaggio di lavoro e "incontra" Tarek un musicista Siriano e la sua ragazza africana Zainab; successivamente arriverà anche Mouna, la mamma di Tarek. Durante la loro convivenza ognuno scopre di poter aiutare l'altro: chi insegnandoti a suonare uno strumento, chi cucinando, chi raccontandoti la sua vita e mostrando le proprie emozioni.
Ma in occidente non basta essere onesti per vivere tranquilli, bisogna anche rispettare le regole, e i ragazzi non hanno il permesso di soggiorno; quando Tarek viene incarcerato non importa che sia un bravo ragazzo, non importa che suo padre sia stato ucciso nel suo paese per aver scritto un articolo giornalistico "contro" e che la sua famiglia sia stata perseguitata e costretta alla fuga; non c'è modo di cambiare questo destino, non c'è funzionario che voglia ascoltarti, non c'è sogno che si possa realizzare: deve essere espulso! solo la madre lo seguirà; Walter rimane di nuovo solo, ma con una nuova forsa d'animo, ma i due ragazzi? chi ha spezzato il loro amore non pagherà.
E' un film di pochi personaggi, tutti positivi, si mettono in discussione delle regole pur rispettandole. E' un film che pacatamente si pone delle domande, e alla fine ci si chiede come si possa cambiare il mondo positivamente. E' un film che punta sull'incontro e non sullo scontro, sui punti in comune e non sulle differenze, e per questo mi è piaciuto.
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tags: riflessioni, cinema
mercoledì, novembre 11, 2009
no! no! no! e no! linea blu passeggiando in bicicletta
Tullio Russo ingegnere aiuta la conduttrice Donatella Bianchi, in questo caso "un pesce fuor d'acqua!" in una serie di strafalcioni incredibilmente comici presentando la pista ciclopedonale del parco costiero del ponente ligure: proviamo a segnalarveli tutti.
min 1.20: questa è la più grande infrastruttura dedicata al tempo libero peraltro gratuita (che esagerazione! perchè adesso le piste ciclabili sono a pagamento? mettiamo il pedaggio??)
min 1.26 D'Europa? questo non lo sappiamo.. non lo so (ma non era meglio dire di no??)
min 1.30 nel genere, sul mare, è unica (mai stato in Belgio? Olanda nemmeno?)
min 3.45 per il momento sono 22 km noi abbiamo anche le bici elettriche volendo potremmo anche semplificarci il compito.. (a parte che per 22km se hai le gambe, pedala!! ma perchè il compito te lo complichi pedalando con una bici più pesante??)
Ma soprattutto, che fine ha fatto nel video l'intervista al ciclista ligure, Alessandro Petacchi se non mi sbaglio, che alla domanda se intendesse percorrere la ciclabile risponde "..forse..può darsi"??
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martedì, novembre 10, 2009
>_> un libro per tutti
Domenica abbiamo partecipato per la prima volta allo scambio di libri usati organizzato dalla biblioteca di San Vittore Olona. Non ci eravamo mai stati, ed è stata veramente una bella esperienza. Siamo arrivati con due sacchetti pieni di libri. Li abbiamo consegnati ad una volontaria che ci ha spiegato che potevamo prendere/scegliere quanti libri volevamo; non ci è sembrato vero; c'erano un sacco di libri, narrativa italiana e straniera, saggistica, manualistica, libri in lingua originale, libri per bambini; ognuno aveva portato qualcosa di diverso da scambiare.
Abbiamo potuto scambiare un anno delle nostre letture con un anno di altre letture di altri lettori; così i libri possono continuare a vivere; quante volte, piacendoci leggere, ci ritroviamo nei nostri appartamenti sempre più piccoli a doverli mettere in scatoloni in cantina; quante volte ci ripromettiamo di riprendere in mano un libro ma poi la curiosità di leggerne uno nuovo prevale! L'idea è bella anche per chi ha un solo libro da scambiare, sicuramente ne troverà uno interessante, eventualmente da poter scambiare il prossimo anno. Noi facevamo fatica ad andarcene, ogni volta che un po' di libri venivano distribuiti ne apparivano altri!! da domani pronti, via! si legge. E' un'iniziativa che viene riproposta da 16 anni e l'interesse delle persone non è mai mancato. E un modo simbolico e allo stesso tempo concreto, per promuovere la lettura sottolineando la sua dimensione di gratuità.Un grazie da parte nostra ai volontari.
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lunedì, novembre 09, 2009
>_> "Un Amore" Dino Buzzati
E' la storia di un uomo maturo, che è stato capace di affermarsi nel mondo del lavoro e delle amicizie, ma che ha avuto difficoltà nel relazionarsi con le donne, non trovando fiducia in se stesso si sfoga nel sesso a pagamento, fino ad innamorarsi di una donna molto più giovane di lui che... proprio non ne vuole sapere! Lei rimane ancorata al suo ruolo, dispensa prestazioni a pagamento, ma manca di affetto; lui cade in un delirio di gelosia, insicurezza, paranoie... devo dire che ad un certo punto della lettura ho pensato "ma piantala!!"; è talmente innamorato che si fà denigrare, non dorme, ha la mente occupata dal pensiero che lei gli sfugga, che lei gli menta, che lei... vada con altri; alla centesima che il protagonista ha questo pensiero vorrei smettere di leggere; ma poi queste "seghe mentali" sono raccontate così bene; mi è rimasta impresso il viaggio in autostrada verso Modena, con gli alberi che gli parlano, che tentano di spiegargli il senso della vita, dell'andare avanti, del voltarsi indietro a guardare, dell'ineluttabilità della sofferenza , pegno da pagare per un amore sbagliato.
Il giusto e lo sbagliato sono solo convenzioni, dettate dall'educazione ricevuta che divide le persone tra persone per bene e persone non frequentabili. Buzzati è molto attento nel descrivere i luoghi , Milano innanzi tutto con i suoi quartieri (chissà oggi quanto sono cambiati), le stanze, il cielo fuori dalla finestra; ma alla fine, mentre per tutto il libro il messaggio protrebbe essere che innamorarsi rende ciechi fino ad annullarsi, nel finale innamorarsi significa prendere coscienza che la propria felicità non può solo essere materiale, e nessuno può sapere prima in che modo si rivelerà.
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domenica, novembre 08, 2009
FESTA DEL TEATRO Milano 24/25 Ottobre 2009
Per un intero fine settimana ci siamo tuffati da spettatori nel mondo del teatro, e questa edizione della festa abbiamo addirittura esagerato, prenotando per ben 4 spettacoli! siamo riusciti a vedere delle rappresentazioni diversissime tra loro, ammirando il talento degli attori, e gustandoci le atmosfere, i significati e l'arte. Di seguito alcune nostre impressioni.
Il birraio di Preston al Piccolo Teatro Strehler . Questo spettacolo è tratto da un libro di Camilleri, che non avevamo letto. Eravamo allo spettacolo di sabato 24/10 h. 19.30. Avevamo i posti in balconata; il teatro era pieno; biglietto costava € 4 anzichè € 25.50; E' stato lo spettacolo più bello che abbiamo visto in quanto all'utilizzo della scenografia, disposta su tre piani; a volte le scene in primo piano erano sottolineate da quelle al "secondo" piano, dove i pensieri e la realtà dei personaggi si sovrapponevano alle parole di facciata. Dalla platea però la parte alta della scenografia veniva tranciata, ed era un peccato; ciò nonostante abbiamo apprezzato i continui cambi di scena, si passava dalla piazza, ad una stanza, all'aria aperta. Dalla platea si son persi i volti, la bellezza della recitazione, il teatro non è un'arte da vedere da lontano. La storia era accattivante: il prefetto di un paesino siciliano vuole inaugurare il nuovo teatro con un'opera di scarso valore artistico, si susseguono discussioni, pubbliche e private, rappresentazioni del potere, e dell'amore, vero sentimento che muove il mondo. Non abbiamo goduto appieno delle battute in Siciliano purtroppo, e secondo noi valevano una buona parte del divertimento. In ogni caso è stato bello andarci, una buona scelta per cominciare la festa!
Donne, donnine, donnacce, passeggiata in parole e musica sull'antico mestiere al Teatro Carcano. Sabato 25/10 h. 11 € 4 anzichè € 34. E' una domenica caldissima di Ottobre; iniziamo con un'inaspettata passeggiata da S.Babila al teatro, non siamo potuti scendere in Duomo per via di una beatificazione di un santo!! dopo questa corsa, togli il giubbotto, metti il giubbotto, arriviamo in orario per prender i biglietti, e riusciamo anche a fare colazione; una volta in teatro scopriamo di avere dei buonissimi posti, in quinta fila circa, ci godremo senz'altro lo spettacolo. E' uno spettacolo di donne, tre donne sul palco, due attrici e una musicista, che ci divertiranno, ci faranno riflettere, e in un paio di episodi commuovere; si inizia con delle canzoni, per poi ritrarre diverse donne "del mestiere", ognuna con un diverso carattere, ognuna con una diversa motivazione ad esercitare, che può essere una scelta o una costrizione della povertà, o una violenza , o un sopruso di guerra. Ogni volta sul palcoscenico vediamo una donna diversa; e davvero le attrici Gianna Coletti (la nostra preferita) e Giovanna Rossi, non sono più loro, ma si immedesimano nei personaggi con una bravura e una passione che abbiamo apprezzato. La scenografia è estremamente minimalista, un pianoforte, gli altri strumenti a vista, e un separè, diestro al quale avvengono le trasformazioni che segnano la fine e l'inizio delle diverse storie. Anche la pianista Vicky Schaetzinger nelle sue battute è stata divertente ed efficace, oltrechè brava musicista. Dev'essere una soddisfazione poter esser parte di due mondi artistici diversi contemporaneamente. Questo spettacolo sarà quello che ci rimarrà nel cuore della manifestazione del teatro di quest'anno.
L'ispettore MacQueen e l'enigma della donna scomparsa al teatro Caboto. Cerchiamo il teatro e ci imbattiamo in un'oratorio, scendiamo una decina di gradini e, ci ritroviamo in un piccolo teatro accogliente, con l'atrio pieno di poster, si sente subito la passione per l'arte. Siamo là per lo spettacolo del 25/10 h. 16.00 costo del biglietto € 4 anzichè € 10. In questo teatro la scelta del posto è libera, quindi andiamo con un po' di anticipo; in ogni caso comunque il rischio non era di vedere da lontano, ma magari di trovare posti separati; si abbassano le luci e ci ritroviamo in una stanza, nella quale si svolge questo giallo, tratto da un libro di Edgar Wallace (non avevamo letto neanche questo!!). Ad uno ad uno appaiono i personaggi che ci terranno compagnia, a partire da Marc, lo sposo della donna scomparsa, a Sybil sua moglie (??), poi un prete, un ispettore, una testimone (??), un testimone di nozze, uno sceriffo e l'immancabile ISPETTORE!! Gli attori recitano con passione, e fino all'ultimo non possiamo proprio immaginare come andrà a finire, seguiamo i colpi di scena, facciamo il tifo per un personaggio, poi per un altro, poi l'ispettore, che ormai non ci dava più fiducia... si rivelerà veramente arguto e scioglierà i nodi, ma proprio sul finale! Ci siamo divertiti e appassionati; abbiamo scoperto un teatro nuovo di dimensioni più umane, dove ci piacerebbe tornare per qualche domenica di teatro.
Gli indifferenti alla prova al teatro Carcano. Sono le 21.00 del 25/10 nuovamente a € 4 anzichè € 34. Arriviamo già parzialmente sazi di teatro e rilassati, vada come vada per il momento la festa del teatro ci ha già dato molto. Abbiamo cenato con una buona birra, e siamo pronti per questa nuova avventura.Anche questa volta i posti sono buoni, a metà platea circa. Lo spettacolo è tratto da un romanzo di Moravia , e siamo a 3 su tre non letti! Descrivendolo a modo mio direi che era sperimentale. Inizia con una proiezione dove i personaggi molto moderni fanno vedere che sono IN perchè hanno tutto quello che è necessario per esserlo e fanno tutto quello che la pubblicità suggerisce loro, e utilizzano i prodotti delle marche giuste al momento giusto, non fanno di certo brutta figura, si vestono bene, vanno dal parrucchiere, hanno la macchina come si deve, un'introduzione bellissima. Poi si inizia con lo spettacolo teatrale vero e proprio. I protagonisti fanno parte di una famiglia, oggi diremmo "allargata", e... incestuosa (??) ognuno esprime le sue idee convenzionali, e contemporaneamente i suoi desideri, ma c'è anche la voce della coscienza a mettersi di mezzo. Non nascondo di aver fatto un po' di fatica a seguirlo (forse anche per la stanchezza), in ogni caso arriva chiaro il messaggio. L'indifferenza è un non-sentimento che peggiora la vita degli altri, quando non ci intessa come le nostre azioni influiranno sulla vita del prossimo, e che peggiora la nostra vita quando subiamo passivamente ciò che non ci piace, quando preferiamo non esprimere le nostre idee e non lottare per i nostri ideali e per non creare scandalo, e non rompere gli equilibri ci lasciamo scivolare addosso le cose brutte della vita. Sicuramente anche solo per questo messaggio è uno spettacolo teatrale che vale la pena di vedere.
Dopo questa scorpacciata di teatro torniamo a casa felici, pieni di stimoli, e di idee per le nostre prossime letture, cinema, teatri, e pieni di nuovi strumenti per poter giudicare qualche altra rappresentazione.
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giovedì, novembre 05, 2009
District 9 (regia di Neill Blomkamp _ 2009 _ 112' _ Azione)
Spettacolare ed innovativo.
I pregi non finiscono di certo alla fattura estetica del film, infatti è anche un ottimo spunto per riflettere su chi sono i diversi e cosa rende diverse le persone: la razza, il colore della pelle, i gusti alimentari? O forse sono più le caratteristiche che accomunano le popolazioni della terra? Odio e disprezzo per il diverso sono nel profondo di ogni uomo e tendono a farci amplificare le differenze, portandoci a sfogarci sul prossimo i nostri amorali istinti.
Il film parte e si sviluppa seguendo un plot abbastanza facile, ma spiegato e descritto egregiamente, facendoci cogliere sfumature dei rapporti uomo/uomo che non differiscono di molto dal rapporto uomo/alieno e che servono a calarci nell'atmosfera di paura e tensione del film. Dotato di buon ritmo e colpi di scena non stancherà mai lo spettatore.
Wikus Van De Merwe, personaggio principale della storia interpretato da Sharlto Copley, viene caratterizzato fin nelle sfumature della propria mente. Rappresenta un'intera categoria di uomini che pongono il proprio lavoro davanti alle persone (ed alle proprie famiglie), rivelando un'esistenza "vile" di spirito e ricca di paure.
La pellicola è un piacere per gli occhi! Computer grafica usata con criterio per poter immergere lo spettatore all'interno del film e farlo sembrare uno scenario futuro plausibile. Il realismo degli effetti speciali dona credibilità ad una pellicola che vuole dire molto di più a dispetto del suo genere (il termine "fanta-horror" gli sta proprio stretto).
Ottima analisi delle dinamiche di comportamento della società di fronte a dei diversi.
Apprezzabile anche la scelta di ambientare il film nel Sud Africa, e non nei soliti posti con problemi razziali come New York (o Milano...), per poter meglio esporre la natura umana che porta a ghettizzare, isolare e scaricare le colpe sui più sfortunati. E quale popolazione è più adatta del Terzo Mondo per esporre questa singolare caratteristica in comune con l'umanità?
Personalmente mi ha ricordato anche qualche videogame, un po' per storia e per le inquadrature.
Da non perdere.
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tags: cinema
martedì, novembre 03, 2009
la non-informazione del TG1
L'avevamo già notato da tempo, prima i "servizi spazzatura" erano prerogativa di Studio Aperto, ora la moda ha preso piede anche in Rai, sarà un caso o c'entra con l'arrivo del nuovo direttore??? mah
Cronisti del cazzeggio
Carlotta Mannu è una giovane, carina, molto occupata cronista del Tg1; si occupa spesso e volentieri di quelle che una volta, quando il telegiornale degli italiani onorava il suo ruolo, si consideravano soft news. Oggi rappresentano l’ossatura, le fondamenta del notiziario: meteorologia (che strano, in estate si soffoca, in autunno piove!), il moltiplicarsi frenetico dei gusti del gelato, le mode (tornerà in auge il vecchio filo di perle?)… Nell’era Minzolini del cazzeggio spinto la Mannu sarà costretta ai tripli turni. Conduce anche la rubrica “Tendenze”, visti i tempi farà carriera.
(fonte Metro del 27/10/2009)
Aggiornamento del 07/11/2009: corretto il link a "Studio Aperto"
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lunedì, novembre 02, 2009
che merda di paese
Sentita da più parti la notizia del paesino nel Lazio, schierato con gli stupratori in quanto ragazzi di famiglie "per bene". Agghiacciante!
I problemi, questi otto ragazzi dello stupro in pineta su una quindicenne, sperano di averli superati, adesso. Di certo, non solo i loro coetanei ma il paese tutto li difende. Giovani, anziani, anche le donne. E nel difenderli - quasi inevitabilmente - accusano la ragazzina. Dice Vittorio Bricca, pensionato settantenne seduto in piazza alla fine del Corso: «Avessi avuto diciassette anni, mi sarei messo in fila e anch’io sarei andato con quella». Ecco, lo fanno in molti: la vittima, la chiamano «quella». «Ma questi ragazzi mica sono romeni, che picchiano e uccidono». Stupratori gentiluomini. «No davvero, avranno pure sbagliato ma mica si possono rovinare la vita. Tutte queste parlamentari che parlano, accusano, ma questi ragazzi una sera j’è capitata ’sta cosa...». Capitata. Poi dice una frase a forma di battuta, parecchio crudele: «Non tutti i mali vengono per nuocere, adesso quella fija troverà un lavoro...».
(fonte Corriere)
E qui un commento di Fabrizio Paladini preso da Metro edizione di Milano di qualche giorno fa'.
La pena certa vale solo per alcuni. C’è un paese vicino Roma che si chiama Montalto di Castro dove due anni e mezzo fa otto ragazzi minorenni hanno stuprato una ragazza di 15 anni. Per prima cosa il sindaco di Montalto, uno del Partito democratico, spese soldi pubblici per dare assistenza legale ai violentatori. Gli otto non hanno mai negato gli addebiti facendo però trapelare che «lei ci stava».
Alla fine, durante il processo e quando hanno capito che poteva tornare utile, hanno chiesto scusa. Adesso il Tribunale ha deciso che gli otto saranno per due anni in prova ai servizi sociali. Dovranno cioè assistere anziani, pulire le strade, essere insomma “bravi cittadini”.
Se la prova sarà positiva, il reato sarà cancellato. Nessuno si è preoccupato di dare assistenza legale alla vittima della violenza né di darle altri sostegni. Anzi, ora sta cercando lavoro ma paradossalmente alla vittima vengono solo chiuse porte in faccia. A Montalto tutti, dal maresciallo al panettiere, dicono che gli otto sono “bravi ragazzi”, di “buona famiglia” e che al contrario lei “tanto a posto non è”. Alla violenza fisica si aggiunge un’altra violenza ugualmente umiliante perché, insomma, se una si fa violentare in un boschetto da otto più grandi di lei, vuol dire che un po’ puttana è. Questa è l’Italia che invoca la certezza della pena. Siamo sicuri che se gli otto fossero stati rom o albanesi le cose sarebbero andate nello stesso modo?
(fonte Metro del 22/10/2009)
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giovedì, ottobre 29, 2009
Treni sovraffollati, quando ci sono...
Basta! Il ritardo cronico, le soppressioni ed i viaggi "impossibili" schiacciati come sardine non fanno notizia. E' un dato di fatto.
Trenitalia continua imperterrita a fornire un servizio deplorevole ai pendolari milanesi che si spostano per lavoro, per gli altri mettono anche a disposizione delle tessere punti per ingraziarseli. Per i pendolari, invece, non c'è alternativa: il treno è un mezzo obbligatorio e questo le Ferrovie dello Stato lo sanno e forti di questo obbligo si permettono di sorvolare sui problemi e rimandare, rimandare, rimandare la loro risoluzione. Confidando anche nello spirito di sopportazione e di rassegnazione degli italiani. Come "contentino" rilascia solo sporadicamente delle dichiarazioni in cui promette: nuove motrici, nuove carrozze, nuovi binari.
A Parabiago, ieri il treno per Milano porta Garibaldi delle 7.04 era in ritardo di 40 minuti ed il treno delle 8.21 era annunciato con 30 minuti di ritardo (praticamente soppresso!)!!!
Oggi dovevo prendere il treno delle 7.49 sempre per porta Garibaldi ed era soppresso! Il treno successivo è passato già visibilmente pieno per cui sono rimasto per tutto il viaggio in piedi in bilico vicino alla porta schiacciato come sempre in queste (non rare) occasioni, inoltre è arrivato con 6' di ritardo.
Vogliamo fare qualcosa oltre alle scuse???
Altri reclami.
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mercoledì, ottobre 28, 2009
il Conflitto
Un commento di Massimo Gramellini che pone l'attenzione su quanto accaduto al presidente della regione Lazio Marrazzo e ci spiega un interessante risvolto della nostra particolare "democrazia", che in molti hanno ignorato volutamente o inconsciamente.
Il disinteresse del conflitto
Che il capo del governo sia venuto in possesso di un video contro Marrazzo non in quanto capo del governo ma nelle vesti di proprietario di un’impresa di comunicazione è qualcosa di cui sembra non essersi accorto nessuno. Nemmeno i suoi oppositori. Avete forse letto una sola dichiarazione indignata o almeno stupita?
Commentavo con tre amici di sinistra la telefonata in cui Berlusconi avverte il governatore del Lazio di un filmato che lo riguarda, dopo averne avuto notizia dai dirigenti della Mondadori ai quali era stato proposto. Il primo amico, tendenza D’Alema, ha detto: stavolta Silvio si è comportato da signore, poteva rovinarlo e invece lo ha risparmiato. Il secondo, tendenza Veltroni: è il presidente del Consiglio, avrebbe dovuto avvertire la polizia. Tesi discutibile, perché presuppone che Berlusconi fosse a conoscenza non solo del video, ma anche del ricatto. Era naturalmente questa l’opinione del terzo amico, tendenza Di Pietro: per lui il premier è all’origine di tutti i mali dell’umanità dai tempi del Diluvio Universale «perché non poteva non sapere». Ma neppure il più ossessivo dei berluscallergici mi ha opposto la semplice osservazione che mi sono sentito fare al telefono da un collega inglese che vota per i conservatori: «Come potete accettare che un primo ministro riceva e usi, anche a fin di bene, informazioni ottenute in virtù del suo ruolo di editore?».
E’ l’ultima, lampante esplicazione del conflitto di interessi...
(...continua su lastampa)
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martedì, ottobre 27, 2009
Il grande sogno (regia di Michele Placido _ 2009 _ 101' _ Drammatico)
Il film nonostante tutto mi è piaciuto, ci sono colpi di scena e gli attori danno una buona prova trasmettendoci le loro emozioni. Inoltre, personalmente, mi ha appassionato anche per via dell'argomento: il '68. Questa parte della nostra storia che non ho mai avuto modo di approfondire.
Nel film, ci sarà anche qualche scena di violenza (limitata per fortuna, Hollywood ci ha abituato a ben altro) che, comunque, han fatto una certa impressione soprattutto il vedere quante "mazzate" han preso dei giovani solo per i loro ideali e, colmo dei colmi, spesso ad opera di bande fomentatrici fasciste che li aizzavano (ma soprattutto li menavano) per provocare poi tensioni e attriti con le forze armate. Raccapricciante.
Certo non è un film perfetto, alcune incongruenze (la notte di sesso) o salti temporali ("salto" in Chiesa) lasciano un po' l'amaro in bocca e potrebbero rovinarlo.
Per me il film vale la pena di esser visto.
postato contro la sua volontà alle ore 09:16 da:
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lunedì, ottobre 26, 2009
UP (regia di Pete Docter _ 2009 _ 96' _ Animazione)
Stupendo, di sicuro diventerà presto un classico dei film di animazione data l'interpretazione magistrale del bambino, così giovane e così espressivo ;P
La storia è quella di un anziano signore un po' grigio, quasi emarginato e non al passo con i tempi che prenderà una decisione importante. Il film tratta temi come i rimpianti, la terza età ed i giovani senza "padri" e lasciati allo sbando, l'elemento che aiuta a risollevare il morale spetta alla natura con un sacco di animaletti simpatici! Ed altri in fondo in fondo...
Impressionante il lavoro della Pixar anche dal punto di vista tecnico, riesce a confezionare un avventura ricca di particolari che la rendono ancora più realistica ed accattivante (tipo lo sporco sulla faccia del bambino che cresce con il passare del tempo o altre "perle"). Ma non dimentichiamoci che il film è soprattutto comico e che si ride! Di gusto, quasi ininterrottamente, a parte un inizio un po' così... "strappalacrime" che lascerà lo spettatore un po' scombussolato.
Ho notato anche alcuni particolari in comune con il capolavoro recente della Pixar Wall-E (navi volanti, timoni, uomini asserviti alla tecnologia, solitudine ed un altra forma dell'amore).
Se l'avete già visto immagino che vi state chiedendo che specie di uccello sia Kevin... ma ovviamente un Himalayan Monal 8)
Non potete assolutamente perdervelo! O rimarrete per sempre come Charles Muntz: aridi ed avidi.
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